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MUSICA, ARTE, INCONTRI, NATURA

20 LUGLIO – 20 AGOSTO

Erli

Borgo sparso di antiche origini la cui storia si confonde con la leggenda che lo vuole abitato anticamente dal popolo nordico degli Eruli, popolazione di origine barbarica da cui deriverebbe il nome, presente nella val Neva verso l’ultimo perdono dell’impero Romano di Occidente. Più probabilmente nacque come punto di scambio dei cavalli lungo la via del sale che collegava la costa ai luoghi più impervi dell’entroterra. Esistono testimonianze dell’età romana, tra cui la necropoli di Cascina d’Aglio che risale al I° secolo d. C., che attualmente è compresa nel Comune di Castelvecchio ma si raggiunge più facilmente da Erli. I primi documenti certi presentano comunque il borgo come possedimento dei Clavesana (sec. XII) e in seguito dei Del Carretto. Nel 1623 Erli fu venduto ai Savoia, quindi passò alla Repubblica di Genova. Durante la campagna d’Italia fu interessato dal passaggio dell’esercito napoleonico e numerosi racconti ricordano ancora le razzie dei soldati. In seguito il paese fece parte dei diversi Stati che si susseguirono fino all’annessione al Regno di Sardegna e alla proclamazione dell’Unità.

Immerso nella vegetazione composta da castagni, frutteti e orti con cui vengono prodotti i piatti della tradizione del luogo e dove assaggiare i famosi fagioli “pelandroni”, le albicocche maculate e saporite pesche bianche, tutto rigorosamente accompagnati dal Pigato DOC, il vino protagonista per eccellenza di questa terra, anch’esso coltivato sui caratteristici terrazzamenti così tipici della Liguria.

DA VEDERE

Chiesa parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria – di impianto cinquecentesco, divenne sede parrocchiale ereditando il titolo e i sacramenti dalla già esistente pieve di San Martino. Al suo interno è conservato un campanile di dimensioni ridotte, in stile gotico, e la cassa processionale della Santissima Trinità datata 1796

Pieve di San Martino di Tours – edificata nel XI secolo, ha al suo interno affreschi attribuiti al pittore Segurano Cigna

Oratorio dei Disciplinati di San Giovanni Evangelista – in stile barocco, con opere settecentesche di Giacomo Filippo e Francesco Maria Marvaldi

Grotta di Arma Veirana – con i ritrovamenti archeologici delle campagne di scavo del 2015-2018, riscoperta da Renato Bonfanti, Andrea Lamberti e Giuseppe Vicino, e segnalata da quest’ultimo alla comunità scientifica nel 2006.

La sua importanza è data dal fatto che sono stati rinvenuti manufatti degli uomini di Neanderthal che abitarono la nostra regione 50.000 anni fa circa; la grotta, con i numerosi reperti finora trovati, racconta anche di frequentazioni del cosiddetto Uomo Anatomicamente Moderno (Homo sapiens) alla cui specie tutti noi apparteniamo. Recente è la scoperta di una sepoltura, databile a circa 11.000 anni fa e riferibile a un neonato deposto in una piccola fossa insieme a un ricco corredo.